I RAVIOLI DEL PLIN






Rimanendo sempre nell'ottica, per me sacrosanta, del recupero e del riciclo del cibo avanzato, mi soffermo oggi su un "problema"che ci accomuna tutti e che riguarda il classico ..avanzo di arrosto.

Non vi è mai capitato di preparare un bellissimo e succulento arrosto per il pranzo della domenica o per qualche altro evento e ritrovarvi con il pezzo finale che gira e rigira sulla tavola per i giorni successivi, sotto gli sguardi scocciati e talvolta rassegnati dei vostri familiari?
Siiiiii???
Ecco, oltre a dirvi "mal comune mezzo gaudio", mi sento di ricordarvi che le cose più buone della cucina sono nate da errori e dal recupero degli avanzi, appunto, proprio come gli agnolotti e le paste ripiene e fresche in generale, per esempio.
Tutto sta nel cambiare un po' le nostre abitudini e riorganizzarsi: quando l'arrosto avanza possiamo recuperarlo in vari modi, preparando ad esempio un buon kebab casalingo, delle semplicissime polpette con una patata come legante oppure preparando dei golosissimi agnolotti.

I ravioli del plin, ad esempio, sono una alternativa veloce e davvero buona che potete preparare con gli avanzi della carne, ma anche di verdura, di pesce o di tutto quello che più' vi ...tormenta in cucina e che non va' alla fine!
Infatti, è proprio cosi' che sono nati questi raviolini con "il pizzico", in periodi di povertà, nelle zone di campagna del Piemonte, Langhe e Monferrato, recuperando gli avanzi di carne e di verdura: e "il plin", è il pizzicotto che si dava per chiudere e saldare bene i raviolini.

Io li preferisco agli agnolotti perché ritengo siano molto piu' veloci da preparare: con una striscia di pasta ne vengono una decina e poi sono davvero divertenti quando li devi pizzichettare!

E se poi non avete tempo per preparare la pasta fresca, potete sempre congelare il pezzo di carne avanzato e utilizzarlo alla prima buona occasione, ma  non perdetevi per nessun motivo l'occasione di pizzichettare anche voi, almeno una volta!


 





RAVIOLI DEL PLIN
dosi per 4 persone

500 g tra carne di vitello, carne di maiale e coniglio
1 cotechino piccolo
3 foglie di cavolo verza
1 uovo
1 bicchiere di vino bianco secco
parmigiano reggiano grattugiato
burro
olio di oliva
mazzetto di erbe aromatiche fresche
sale
pepe
noce moscata


4 uova non grandi
200 g di farina di grano duro e 200 g di farina 00
1 cucchiaio di olio di oliva


preparazione del ripieno

Il giorno prima, cuoci le carni alla maniera di un arrosto semplice, lardellando il vitello con delle fettine di aglio fresco, massaggiando tutti i pezzi con sale e pepe e facendo rosolare bene tutto in una base di olio, burro e il mazzetto di erbe fresche.
Sfuma con il vino bianco e lascia cuocere lentamente aggiungendo del brodo caldo se si asciugasse troppo il fondo.

In due pentole separate, cuoci il cotechino e scotta le foglie lavate della verza; quando entrambi saranno pronti, ripassa le verze in padella con olio e uno spicchio di aglio schiacciato e aggiungi la carne del cotechino privata del budello.
Lascia insaporire bene e quando sarà ben freddo, trita tutto e aggiungi le uova e il parmigiano: aggiusta di sale e pepe e noce moscata.

Trita finemente le carni arrosto e aggiungile al preparato di cotechino e verza: amalgama tutto bene e fai riposare in frigorifero.

preparazione dei raviolini

Prepara la pasta disponendo la farina sul tagliere e facendo un buco al centro nel quale sgusciare le uova
Sbatti leggermente le uova con la forchetta, aggiungi l'olio d'oliva e un pizzico di sale e man mano aggiungi la farina fino alla fine
Lavora bene l'impasto ottenuto e poi lascia riposare coperto per una mezz'oretta a temperatura ambiente
Riempi la sac a poche con la farcia preparata e stendi la pasta con la macchinetta creando una lunga striscia larga circa 10 cm
Traccia lungo la striscia di pasta una linea di farcia e poi piega la pasta su se stessa
Pizzicotta la riga ad una distanza sempre uguale e per tutta la lunghezza
Taglia con la rotella la pasta di troppo e poi crea i raviolini partendo dall'alto verso il basso




Continua cosi' fino alla fine dell'impasto e fai una prova cottura, nel frattempo, per verificare la corretta sigillatura della pasta
Condisci a piacere















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